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CENTRO SPORTIVO SAN ZENO
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NEL CUORE DELLA CITTA'


"La dove c'era un campo di mais ora c'è un grande centro sportivo", questa frase di un Presidente sintetizza molto bene la storia del nostro Centro Sportivo.


La volontà di costruire il nostro Centro nasce nel 1991 ad un gruppo di amici, accomuntati dalla passione del tennis e stanchi di dover peregrinare da un posto all'altro per trovare spazio per giocare che parlandone con altre persone hanno iniziato, quasi per gioco a immaginare un nuovo centro sportivo a Cremona che desse la possibilità a molti cremonesi di trovare una "casa", considerato che entrare, allora, nelle canottieri esistenti era quasi impossibile, ed i centri nati nei paesi vicini non riuscivano a soddisfare le necessità di molti. Dai sogni alla realtà. Consci che un progetto di tale portata aveva bisogno di interlocutori affidabili, ne parlarono con le ACLI, grande associazione che si era sempre occupata di edilizia, ma mai si era impegnata per realizzare un centro sportivo.

Dopo i primi "abboccamenti", simulazioni, ma sopra ogni cosa l'entusiasmo dei fondatori, i vertici provinciali del Consorzio ACLI Casa si convinsero ad abbracciare la causa e dare il loro sostegno al progetto.

Il gruppo promotore iniziò l'esame dei terreni disponibili sul territorio di Cremona e dopo molte riflessioni e valutazioni venne scelta un'area di 22.000 metri quadrati nel quartiere S. Ambrogio, dove esisteva il mulino San Zeno. La scelta cadde su quest'area in quanto vicina al centro città, in zona tranquilla, con possibilità di espansione, inoltre erano già presenti degli immobili, che ristrutturati potevano accellerare la nascita del centro sportivo.

Il 27 marzo 1991 venne quindi costituita la cooperativa Centro Sportivo San Zeno, società cooperativa a responsabilità limitata, con presidente Adalberto Bonini, vice presidente Anita Cerudelli, consiglieri Giuseppe Marca, Vittorio Pellegri ed Ezio Rosignoli, presidente del collegio sindacale, Franco Albertoni e sindaci Tiziano Feraboli e Marco Pattini. Questa la prima novità nel panorama cremonese, la costruzione di un centro sportivo in forma cooperativa, una esperienza mai utilizzata prima di allora. Nell'aprile del 1991 venne presentata alla stampa l'idea ed avviati i contatti con il Comune di Cremona per verificare la fattibilità.

La Giunta Comunale nel luglio 1991 iniziò a valutare l'ipotesi. Sorsero i primi problemi con i residenti nella zona, non tutti felici all'idea di avere questi nuovi vicini.

Il 15 gennaio 1992 la Commissione comunale per il territorio approvò il progetto di massima, con una variante proposta dalla cooperativa di creare un parcheggio in via Aglio di 5000 metri per ovviare ai problemi di traffico sollevati dai residenti e l'ingresso del Centro sempre sulla via Aglio, evitando quindi un grosso afflusso di traffico e persone sulla stretta via San Zeno. In pochi mesi, intanto, alle ACLI erano arrivante tantissime domande di ammissione, talmente tante che il CDA decise di sospenderle. La prima assemblea dei Soci è quella detta "mitica del Padus", l'8 marzo 1992, la prima volta che soci e amministratori si potevano guardare negli occhi e conoscersi veramente. La cooperativa aveva affittato il cinema Padus (per chi non se lo ricorda era in via del Vasto) che era una delle poche sale cittadine in grado di ospitare i soci.

A quell'assemblea erano presenti 694 Soci su 1033 iscritti, un vero record. Nei primi giorni del luglio 1992 ottenuti tutti i permessi sono partiti i lavori per realizzare 6 campi da tennis, un campo polivalente (pallavolo/basket), tre campi da bocce, una piscina 33x22 ed una piscina per bambini, oltre agli spogliatoi e locali accessori. Venivano accolte domande di iscrizione fino a 1600 soci.

Il 9 luglio 1993 veniva aperto il centro ai soci. Non era ancora pronto il bar ristorante e per supplire a questa mancanza, nella sala polivalente (dove ora c'è il bar) vennero messe una serie di macchine distributrici automatiche, mentre nei locali vcini ai campi da bocce venne aperta una gelateria. L'ufficio/direzione era nell'attuale infermeria, direttore per quell'estate fu Gianbattista Brunati. Nell'anno seguente venne ultimato il bar risorante.

Nel 1994 si concretizzarono i contatti con la proprietà adiacente e agli inizi del 1995 vennero acquistati i 103.000 metri quadrati di terreno per permettere la realizzazzione del centro odierno. Un piccolo aneddoto sull'acquisto.

I proprietari (non residenti a Cremona) non riuscivano a capire cosa fosse il Centro Sportivo San Zeno, quando uno di loro venne in città, visto quello che avevamo costruito e i visti i progetti di che cosa avremmo voluto fare suoi suoi terreni ne fù entusiasto dicendosi felice che sui terreni della sua famiglia potesse sorgere una cosa così bella e utile e chiese una piccola concessione, se, quando a Cremona per i suoi affari, potesse venire a vedere il Centro. Richiesta accolta e contratto fatto. Nell'estate del 1996 un migliaio di nuovi Soci entrarono nella nuova San Zeno, arricchita di grandi spazi verdi, della piscina ricreativa, nuovi spogliatoi, palestra, campi da calcio, corsie di bocce, campi da tennis in terra rossa, nuove aree gioco per i bambini ed un parcheggio di 8.000 metri.

La "fabbrica" del San Zeno non si è più fermata. Negli anni seguenti la cooperativa ha proseguito nel suo costante ammodernamento, cercando di accogliere le istanze dei Soci nella realizzazione di impianti ed erogazione di servizi. Nasce la splendida struttura del bocciodromo, seguita dai due nuovi campi polivalenti coperti per il tennis calcetto, basket. Poi nel 2005, considerato il numero crescenti dei Soci, la realizzazione della piscina riscaldata da 25 metri, gli spogliatoi a servizio dei campi da calcio e in seguito la realizzazione della club house con il nuovo bar, ristorante, cucina, sala biliardi, ludoteca, biblioteca, spazi aggregativi e il bar estivo.

Cremona San Zeno
SALA STAMPA E STORIA

Un tuffo nel passato

Grazie ad un Socio ed ex Consigliere, Giuseppe Turcinovich, grande appassionato di storia e di Cremona, ci sono giunte queste note sull'area dove sorge il Centro Sportivo San Zeno.

… ritenendo già di pubblico dominio la conoscenza delle vicende storiche della cascina e del mulino san Zeno, che risalgono al XIII° secolo e che risultano, peraltro, ben tratteggiate ed aggiornate fino ai nostri giorni dal prof. Taglietti nwel suo libro "Le strade di Cremona", mi accingo ad entrare nel merito riferendo nella loro essenzialità gli eventi, scoperti un po' per caso, che interessano la nostra casa comune di San Zeno, così come appaiono nella relativa documentazione, avendo presente che l'anno in questione è il 1944 ed i mesi quelli che vanno dal giugno all'agosto.

"Recuperato in via Robolotti un carrettino sul quale vi erano diverse armi e portate al nostro deposito della cascina S. Zeno …". La nota, del tutto scarnita ed essenziale, figura nel "Diario storico" della 4^ Brigata "Ghinaglia" città e viene citata alla pagina 114 del libro "La resistenza cremonese" di Armando Parlato: l'autore non mi pare abbia riferito in seguito come e quando il materiale bellico venne utilizzato, ma si sa che la riconsegna delle armi alle autorità costituita dopo il 25 aprile 1945, per quanto concerne la nostra città e la provincia, avvenne non senza la ricusa di molti combattenti che ne conservarono la detenzione.

"giorno 13 (giugno 1944) incursione (aerea) su Cremona e propriamente sulla linea Cremona – Piacenza … Gli abitanti sono dispersi un po' dappertutto.

"giorno 10 (luglio 1944) alle ore 10,45 seconda incursione su Cremona. Spavento, terrore, danni, feriti, vittime. … Dispersione in massa dei parrocchiani presso le diverse cascine e nei paesi:Picenengo, Marzalengo, Ossalengo, Livrasco ecc. Si sospendono le funzioni parrocchiali e si corre alle cascine san Zeno e Colombara. … a S. Zeno si tiene una settimana Mariana. Buona presenza di sfollati. Ma quanta miseria in paracchi."
Queste notizie, invece, sono tratte dalla "Cronaca Parrocchiale" della Parrocchia giurisdizionale di S. Ambrogio; un "giornale di bordo" semplice, ma essenziale nella restituzione alla cronaca degli avvenimenti descritti, cui non fa certamente difetto la personalità del redattore, ovvero del Parroco dell'epoca Padre Bonifacio Bertoli da Lumezzane, frate minore, che, da li a qualche anno, sarebbe stato chiamato a diventare Vicario Apostolico e successivamente, Vescovo Metropolitano di Tripoli e Libia.

I suoi confratelli, prima di abbandonare a metà degli anni '90 il convento e congedarsi dal servizio parrocchiale, trasferito al clero secolare, lo vollero ricordare con un medaglione in cotto che lo effigia in atteggiamento episcopale: per completezza d'informazione va detto che padre Bonifacio è stato ricordato nella zona da almeno due generazioni per il bene ricevuto e per aver operato con solerzia ed amore, senza pregiudizio alcuno, in momenti particolarmente difficili durante e nell'immediato dopo guerra.

Nell'avviarmi alla conclusione, chiedo personalmente spazio per rammentare che il fatto che in S.Zeno vi si prenda il sole o ce la si spassi in piscina non è poi un evento così nuovo per il quarto di cielo che ci sovrasta: infatti nei mesi estivi, quelli di Sant'Ambrogio, più o meno della mia età, non di rado si risparmiavano dal raggiungere le rive del Po e trovavano analogo refrigerio alla canicola nel più vicino "caaf", punto di convergenza tra un piccolo scolmatore al servizio della Colombara ed il Naviglio Civico nei pressi del ponte che lo sovrasta sulla destra di via Rosario in direzione via Bergamo.

Quella volta le acque del canale erano fresche e limpide e non avevano ancora conosciuto i prodigi della chimica e di altre abitudini con cui l'inconscio umano avrebbe progressivamente reso vulnerabili i sistemi ecologici e mentali, consegnandoci una società al tempo stesso esaltante e terrificante..

Giuseppe Turcinovich
San Zeno Cremona
Cremona sotto le bombe
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